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IGIENE DENATLE: ma cosa “deve” essere realmente !!

basterà una passata veloce con ulrasuoni e polish.. di 20 minuti??? può esistere davvero il “poca spesa tanta resa…” ???

per capirlo bisogna “CONOSCERE” ….

la PARODONTITE o più correttamente la “MALATTIA PARODONTALE”

e quando colpisce gli impianti dentali la “PERIIMPLANTITE”

………….Infatti queste sono tra le patologie più gravi e, se non curate, “invalidanti” della nostra bocca. Inoltre la malattia parodontale è la più diffusa al mondo. A tutt’oggi in Italia oltre il 60% delle persone ne soffre in maniera più o meno grave. La PERIIMPLANTITE è altrettanto grave e cresce con il crescere del numero di Pazienti portatori di Impianti dentali.

Classificazione delle malattie parodontali AAP (American Academy of  Periodontology )

  • tipo 1: malattie gengivali
  • tipo 2: parodontite cronica (che si estende dalla gengiva alle strutture di supporto del dente).
  • tipo 3: parodontite aggressiva
  • tipo 4: parodontite manifestazione di malattie sistemiche (malattie dell’ organismo)
  • tipo 5: infezioni parodontali necrotizzanti ( distruzione dei tessuti duri e molli)

Tutte le “Malattie Parodontali”, sono provocate dalla placca batterica e dal Tartaro, ricordiamo che la bocca è la cavità del corpo umano più ricca di microorganismi. La placca è adesa alla superficie dei denti, infiamma le gengive ed innesca le malattie parodontali.

I batteri hanno ciclo vitale breve (pochi giorni) e, se non adeguatamente rimossi, rapidamente creano accumuli di Placca Batterica Morta fortemente adesa alle superfici dentali. I batteri morti creano un innalzamento del Ph con conseguente precipitazione dei Sali minerali di calcio contenuti nella saliva (Tartaro superficiale) e nel sangue (Tartaro profondo), con la creazione di un agglomerato minerale insolubile adeso al dente (appunto il TARTARO) e contenete batteri morti in decomposizione,  determinante una azione infiammatoria locale-meccanica e locale/a distanza-chimico tossica (tossine batteriche liberate dai batteri in decomposizione), con riassorbimento osseo fino a 6/7mm come reazione difensiva dell’organismo.

La piorrea (dal greco: “pus che scorre”) è lo stadio terminale della malattia parodontale, in cui si è verificata una grave perdita  dell’osso di sostegno radicolare, e che finisce per determinare la perdita progressiva di tutti i denti. Il termine si riferisce a quel momento terminale della vita di un dente colpito da malattia parodontale, con abbondante fuoriuscita di sangue e pus dal parodonto, spesso mobile rispetto all’osso alveolare ed incapace di svolgere la sua funzione masticatoria. In queste condizioni risulta impossibile o quasi recuperare un dente (anche se esente da carie) è la  “parodontopatia espulsiva“, ultima salvaguardia dell’organismo ad una possibile infezione profonda.

Quando ormai l’infiammazione abbia raggiunto le strutture di sostegno delle radici nell’osso, il parodonto profondo, e  vi sia stata perdita ossea va saputo che non c’è più modo di far regredire questa malattia, si può solo bloccare (e non in tutti i casi) la sua progressione attraverso l’instaurazione di un programma specifico di terapie di igiene professionale (Parodontologia non Chirurgica) in modo continuativo e scadenziato a seconda della condizione clinica del paziente associato al raggiungimento di una attività di igiene orale domiciliare quotidiana “efficace”.

Per  contro le gengiviti acute (in cui l’infiammazione raggiunge solo il parodonto superficiale) possono risolversi completamente nella maggior parte dei casi, con la sola igiene orale professionale ed i controlli periodici semestrali ovviamente supportati da una attività quotidiana di igiene orale domiciliare “efficace”. Ecco perché visite di controllo almeno semestrali nell’adulto sono, seppure per motivi differenti, altrettanto importanti che non nei bambini e nei ragazzi, servono soprattutto per prevenire ed eventualmente intercettare le gengiviti (reversibili) prima che diventino parodontiti (irreversibili).

A differenza dei paesi del Nord Europa ed Anglosassoni, la scarsa cultura Parodontologica nel nostro paese ha indotto i pazienti a sottovalutare l’importanza delle modalità di esecuzione e della “qualità” con cui viene eseguita la seduta di igiene orale professionale, l’avvento dell’idea, già di per sé truffaldina, del low-cost in odontoiatria (e medicina in generale)  ha fatto il resto.

L’igienista dentale laureato è il braccio destro del Parodontologo, è colui o più spesso colei che intercetta, gestisce ed accudisce con una “Terapia Parodontale non Chirurgica” il paziente, demandando al Parodontologo la gestione esclusiva dei siti in cui il paziente si possa beneficiare della Terapia Chirurgica (GBR  e GTR: Rigenerazione guidata dell’osso, e Rigenerazione guidata dei Tessuti), nonché intercettando quelle condizioni (es.: recessioni gengivali importati) in cui le tecniche parodontologiche chirurgiche possano restituire salute ed estetica ai tessuti (es.: Chirurgia Mucogengivale, riparabolatura del Gummy Smile). Inoltre è bene sapere che la malattia parodontale è correlata a molte malattie sistemiche (del corpo): cuore, polmoni, fegato, reni ecc. per cui si stima che la probabilità di ammalare altri organi nel corpo aumenta drasticamente in soggetti affetti da “Malattia Parodontale” e che molto più spesso di quanto non si creda tali Pazienti non hanno alcuna consapevolezza del loro stato di Patologia

Nel nostro Studio, si affiancano al tradizionale Root Scaling & Planing, alla Full Mouth Terapy con Scalers e Courettes associati all’utilizzo del Laser Diodo, anche terapie farmacologiche topiche innovative con azione “Retard” (AEVIZOL : brevetto tutto Italiano che rilascia un farmaco estremamente efficace in modo calibrato e continuativo per 15gg) evitando assunzione di antibiotici per via sistemica e focalizzando l’azione del farmaco ove serve, consentendo in molti casi di ottenere risultati impensabili con la sola terapia strumentale igienistica.

A massima ragione poi l’attività dell’igienista dentale laureato è fondamentale nella prevenzione, gestione e terapia non chirurgica della PERIRIMPLANTITE, equivalente della Malattia Parodontale qualora il fenomeno colpisca le superfici degli impianti dentali presenti nella bocca del Paziente.

Tale condizione è ancora più subdola, l’impianto dentale infatti non ha tutti quei “campanelli di allarme” di cui sono dotati i nostri denti, gli impianti non sono poi sospesi su di un legamento come i denti naturali bensì “osteointegrati” quindi se ben guariti “totalmente saldati” al nostro osso e quindi non soggetti al “dondolamento”, instabilità, dolenzia, fastidio alla masticazione dei denti colpiti già da malattia parodontale moderata, bensì rimane silente e non manifesta sovente anche fino a quando l’osso intorno all’impianto non si sia riassorbito pressoché integralmente.

Da qui la “NECESSITÁ” di seguire con continuità ed assiduità tutti i pazienti portatori di impianti con un programma personalizzato di sedute igienistiche secondo un Protocollo Scientifico elaborato dalla MALO Clinic di Lisbona, cui il nostro Studio sta compartecipando, e che ha consentito di creare un Software in grado di valutare l’interazione dei maggiori fattori di rischio per tale patologia fornendoci strumenti “oggettivi” e non soggettivi con cui scalettare e programmare per ogni singolo Paziente gli interventi igienistici di supporto.

Proprio per questo è fondamentale sapere che il nostro Studio partecipa agli Studi di documentazione Clinica di una speciale ed innovativa apparecchiatura di cui siamo attrezzati, e che questa ci consente:

  • di rendere “arrestabile” e “curabile” questa insidiosa e subdola patologia in modo assolutamente non invasivo ed indolore per il paziente,
  • di “guarire” sovente in una unica seduta terapeutica le MUCOSITI,
  • nonché di poter effettuare nelle sedute di richiamo periodico una efficace azione di “PREVENZIONE” con effetti estremamente positivi specialmente per i pazienti con i più alti indici di rischio.